Pubblicato il 21/06/2026Torna all'elenco

Il giro del mondo in mongolfiera: la storia delle imprese che hanno sfidato il cielo

Il giro del mondo in mongolfiera: la storia delle imprese che hanno sfidato il cielo
Il giro del mondo in mongolfiera: la storia delle imprese che hanno sfidato il cielo
Volare in mongolfiera è già di per sé un'esperienza straordinaria. Immagina però di farlo per giorni interi, attraversando continenti e oceani, affidandoti alle correnti atmosferiche e cercando di completare il giro del mondo senza mai fermarti.

Per decenni questa è stata considerata una delle ultime grandi sfide dell'aviazione. Diversi pionieri tentarono l'impresa, ma solo alla fine del Novecento qualcuno riuscì davvero a trasformare quel sogno in realtà.

La storia del giro del mondo in mongolfiera è fatta di tecnologia, meteorologia, resistenza fisica e mentale, record e soprattutto di un rapporto unico con il vento. È anche la dimostrazione estrema di ciò che rende affascinante ogni volo in mongolfiera: non dominare completamente il cielo, ma imparare a muoversi insieme a lui.
Quando nasce il sogno di girare il mondo in mongolfiera?
La storia del volo in mongolfiera inizia nel 1783, con le prime ascensioni legate ai fratelli Montgolfier. Da quel momento l'uomo cominciò a immaginare imprese sempre più ambiziose.

Attraversare un'intera nazione era già una sfida. Sorvolare un oceano sembrava quasi impossibile. Completare l'intero giro del pianeta senza atterrare diventò quindi uno degli obiettivi più affascinanti dell'aeronautica del XX secolo.
Perché il giro del mondo in mongolfiera è così difficile?
Una mongolfiera non vola come un aeroplano. Il pilota può intervenire sulla quota, ma la direzione dipende in gran parte dalle correnti atmosferiche disponibili.

Durante un viaggio intorno al mondo bisogna quindi combinare:
  • analisi meteorologica continua;
  • gestione delle correnti alle diverse quote;
  • autonomia energetica;
  • resistenza dell'equipaggio;
  • navigazione attraverso spazi aerei differenti;
  • capacità di restare in volo per molti giorni consecutivi.
È proprio questa combinazione tra natura e tecnologia ad aver reso l'impresa così difficile da realizzare.
1999: il primo giro del mondo senza scalo
Il momento storico arrivò nel 1999. Bertrand Piccard e Brian Jones riuscirono a completare il primo giro del mondo in pallone aerostatico senza fermate a bordo del Breitling Orbiter 3.

Partirono dalla Svizzera e terminarono l'impresa in Egitto dopo aver percorso circa 46.000 chilometri in 19 giorni, 21 ore e 55 minuti.

Fu una delle grandi conquiste aeronautiche della fine del Novecento e dimostrò che ciò che per decenni era sembrato quasi impossibile poteva essere realizzato combinando pianificazione meteorologica, tecnologia e una straordinaria capacità di resistenza.
Com'era la mongolfiera utilizzata per l'impresa?
Il mezzo utilizzato non era paragonabile alla classica mongolfiera turistica che si vede durante un volo panoramico.

Il Breitling Orbiter 3 raggiungeva circa 55 metri di altezza e utilizzava bombole di propano per sostenere un volo estremamente lungo.

L'obiettivo era uno solo: garantire autonomia sufficiente per restare in aria abbastanza a lungo da sfruttare le correnti necessarie a circumnavigare il pianeta.
Perché non seguiva semplicemente una rotta prestabilita?
Questo è uno degli aspetti più affascinanti del volo aerostatico. Un pallone non può scegliere liberamente una direzione come un aeroplano.

L'equipaggio deve cercare la corrente giusta modificando la quota. A differenti altitudini, infatti, il vento può muoversi con velocità e direzioni diverse.

Per un viaggio intorno al mondo significa trasformare l'atmosfera in una gigantesca rete di strade invisibili. La bravura consiste nell'individuare quella capace di portarti nella direzione migliore.
Prima di Piccard e Jones ci avevano provato altri?
Sì. Prima del successo del 1999 diversi grandi avventurieri tentarono di completare la circumnavigazione del pianeta. Tra i nomi più conosciuti legati a queste imprese ci sono Richard Branson e Steve Fossett.

I fallimenti precedenti dimostrano quanto fosse complesso trovare contemporaneamente la giusta finestra meteorologica, sufficiente autonomia e un percorso atmosferico favorevole.
Steve Fossett: il primo giro del mondo in solitaria
La conquista del 1999 non mise fine alla sfida. Al contrario, aprì una nuova domanda: era possibile riuscirci da soli?

Nel 2002 Steve Fossett completò il giro del mondo in solitaria, diventando il primo a realizzare l'impresa senza un secondo aeronauta a bordo. Il viaggio richiese circa 13 giorni.

La difficoltà aumentava enormemente: navigazione, controllo del mezzo, riposo e gestione delle emergenze dovevano essere affrontati da una sola persona.
Il record di Fedor Konyukhov
Nel 2016 l'avventuriero russo Fedor Konyukhov riuscì a compiere la circumnavigazione in circa 11 giorni, migliorando ulteriormente i tempi delle grandi imprese precedenti.

In meno di vent'anni, quindi, la sfida passò dal riuscire semplicemente a completare il giro del mondo al cercare di farlo sempre più velocemente e in condizioni sempre più estreme.
Come si dorme durante un viaggio del genere?
In un volo che dura diversi giorni, il riposo diventa una delle principali difficoltà operative.

L'equipaggio deve organizzare turni di sonno compatibili con la navigazione, i cambiamenti meteorologici e le necessità di controllo del pallone. In solitaria la sfida diventa ancora più complessa, perché il pilota deve trovare brevi finestre di riposo senza abbandonare completamente il monitoraggio del volo.

È uno degli aspetti che rende queste imprese molto diverse da un normale volo turistico.
Che differenza c'è tra queste mongolfiere e quelle turistiche?
Le grandi circumnavigazioni hanno utilizzato aerostati progettati per autonomia, quote e condizioni completamente differenti rispetto alle mongolfiere utilizzate per i voli panoramici.

Un'esperienza turistica dura generalmente una frazione infinitesimale di questi viaggi ed è pensata per osservare il territorio dall'alto in condizioni meteorologiche favorevoli.

Il principio che rende affascinante il volo rimane però lo stesso: muoversi seguendo l'aria e osservare il mondo senza il ritmo frenetico tipico di altri mezzi.
Bisogna girare il mondo per capire il fascino della mongolfiera?
Fortunatamente no.

Il fascino delle imprese di Piccard, Jones, Fossett e Konyukhov racconta il limite estremo del volo aerostatico. Ma anche durante un normale volo panoramico si ritrovano alcuni degli elementi che hanno reso possibili quelle avventure: il rapporto con il vento, il silenzio, la variazione di quota e l'impossibilità di percorrere due volte esattamente lo stesso viaggio.

Per questo ogni volo mantiene una piccola componente di esplorazione.
Domande frequenti sul giro del mondo in mongolfiera
Chi ha fatto per primo il giro del mondo in mongolfiera senza scalo?
Bertrand Piccard e Brian Jones completarono la prima circumnavigazione senza scalo nel 1999 a bordo del Breitling Orbiter 3.
Quanto durò il primo giro del mondo?
Il viaggio di Piccard e Jones durò 19 giorni, 21 ore e 55 minuti e coprì circa 46.000 chilometri.
Chi ha completato il primo giro del mondo in solitaria?
Steve Fossett riuscì nell'impresa nel 2002, completando la circumnavigazione da solo in circa 13 giorni.
Come si controlla la direzione di una mongolfiera?
Il pilota modifica principalmente la quota e cerca correnti che si muovono nelle direzioni desiderate. Il vento resta quindi un elemento fondamentale della navigazione.
Quanto può durare un normale volo turistico?
La durata dipende dall'esperienza scelta e dalle condizioni operative. È comunque enormemente inferiore rispetto alle spedizioni di lunga distanza utilizzate per i record mondiali.
La grande avventura comincia staccandosi da terra
Il primo giro del mondo in mongolfiera rappresenta una delle grandi imprese aeronautiche moderne. Migliaia di chilometri, quasi tre settimane sospesi sopra il pianeta e una navigazione costruita seguendo correnti invisibili nell'atmosfera.

Non tutti abbiamo bisogno di attraversare il pianeta per capire perché il volo aerostatico continui ad affascinare dopo oltre due secoli.

Anche un'ora sopra campagne, vigneti o colline conserva qualcosa della stessa magia: guardare il mondo dall'alto e scoprire, almeno per qualche momento, cosa significa lasciarsi portare dal vento.